Rispunta SecondLife?

Da molto tempo non seguo più le vicende di SecondLife. Nel 2007 il servizio era sulla bocca di tutti. Delle aziende che si sono lanciate nella sua sperimentazione, alcune hanno cercato di sviluppare attività di comunicazione evolute, altre (più opportuniste, ma forse anche più realiste rispetto all'usabilità e all'audience coinvolta) hanno semplicemente sfruttato la creazione di qualche ambiente virtuale accontentandosi di essere riprese da quotidiani e periodici.

SecondLife to Real Life Chennai 311pm eventImage by labsji via Flickr


Premesso, dunque, che non accedo a Secondo Life ormai da molto tempo, mi hanno colpito i dati della società riportati da eMarketer secondo cui gli utenti che nel 2009 accedevano ripetutamente al sevizio sarebbero stati 769 milioni in tutto il mondo (circa 100 milioni in più rispetto all'anno precedente e 250 milioni rispetto al 2007).

Questi 769 milioni di utenti avrebbero generato 567 milioni di dollari di transazioni user-to-user e 6,1 milioni di vendite di digital goods da parte del servizio.

Sempre stando a quanto riporta eMarketer, secondo la banca d'investimento PiperJaffray, le revenue dei digital good passeranno da 2,2 a 6,0 miliardi di dollari tra il 2009 e il 2013.

Engage Digital Media
sostiene che nel 2009 siano stati erogati 1,38 miliardi di dollari di investimenti in digital goods (3 voltre quelli erogati nel 2008) di cui hanno beneficiato 87 società (rispetto alle 34 dell'anno precedente).

NOTA. Ho provato ad accedere alla piattaforma. Il mio avatar esiste ancora. E devo dire le strade sono leggermente più popolate e attive che rispetto agli inizi...


Social Media in Asia

Interessante presentazione di Ogilvy sullo stato dei social media in Asia. Il titolo è quanto mai singnificativo: "Cinque ragioni per cui l'Asia è l'avvenire di Internet". L'idea che salta alla mente è quella di un "cammino" da occidente a oriente della rete, sulla scorta della crescita economica di paesi come India e Cina e del loro sempre maggiore peso nel mondo digitale, che non mancherà di influenzarne lo sviluppo.

I gotta feeling #2

Tempo fa avevo segnalato alcuni video aventi per oggetto il lip dub di "I gotta feeling" dei Black Eyed Peas.

Il più famoso, quello realizzato e diffuso da alcuni studenti dell'Università del Quebec (UQAM) a metà settembre, si avvia a superare la soglia delle 4 milioni di view (in poco meno di quattro mesi).

Del video è stato reso disponibile anche il making of.



Nell'ultima parte dei 2009, il numero di video che doppiano la canzone dei Black Eyed Peas è aumentato notevolmente, con rimandi non solo al brano musicale ma anche agli altri video UGC.



La band e/o la loro casa discografica hanno quindi deciso di trasformare il fenomeno in un concorso (creando un circolo virtuoso). Fino al 10 gennaio 2010 sarà possibile caricare sul sito della CBS il doppiaggio della canzone. I contributi potranno comparire a integrazione dell'esibizione del gruppo in occasione della premiazione dei Grammy Awards.


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The future of work

In tempo di crisi capita spesso di pensare al proprio futuro, compreso quello lavorativo. Nella presentazione qui sotto alcuni spunti di riflessione. Come diverse previsioni forse è radicale (ci vorranno molti anni per arrivare a una situazione di questo genere), ma in assenza di forti decisioni di carattere politico o stravolgimenti socio-economici, lo senario che traccia mi sembra verosimile.

Ai confini del mondo

Ho appena finito di leggere Il continente invisibile di J.M.A Le Clezio. Il titolo fa riferimento all'Oceania. O meglio a quella parte dell'Oceania che, frammentata in centinaia di isole, non viene percepita come unità (neppure culturale).

Per tale ragione si stenta quasi a credere che questo ammasso di isole possa avere una storia degna di nota (e cioè tragica). Senza la percezione di una qualche unità (sparita con l'arrivo e la lottizzazione dell'Oceano da parte delle potenze occidentali) tutto si riduce a una serie di semplici fatti di cronaca. Solo la loro memoria (quanto labile) e la loro reciproca connessione possono redendere l'idea della portata e dell'impatto di una coloniazzazione e di uno sfruttamento (i blackbirders australiani) che hanno lasciato profonde ferite.

Terminata l'era del colonialismo, oggi più che mai questa parte del mondo viene attraversata dalla storia. Non più nella forma delle navi da guerra e dei marinai occidentali, ma delle frotte di turisti in cerca di natura incontaminata, esotismo e avventura (purché debitamente addomesticati).

Globalizzazione e tradizione (localismo, se si vuole usare un termine meno poetico) si confrontano/scontrano, come mostra questo esempio:
Quando dopo lunghe lotte, nel 1980, l'arcipelago delle Nuove Ebridi ottenne l'indipendenza, prendendo il bel nome di Vanuatu, il tradizionale sistema del baratto fu minacciato dalla remunerazione in denaro: venne coniata una nuova moneta, il vatu.
Gli uomini che andavano a lavorare lontano da Raga [...] si adattarono bene al cambiamento. Per le donne invece fu più difficile. Fino a quel momento la loro unica ricchezza erano state le stuoie che intrecciavano nel tempo libero, che si scambiavano tra loro e con cui costituivano la dote della figlia. Quanto mai può valere una stuoia di pandano nella moderna società industriale? Con la sua associazione di donne Charlotte [Wei] è riuscita a ottenere la legittimazione di questa arte all'interno del sistema monetario del giovane stato. Adesso le donne di Raga possono usare le loro stuoie per pagare merci e servizi, acquistare prodotti di prima necessità, coprire le spese scolastiche dei figli e i costi dei medicinali dell'ambulatorio. In un mondo in cui perfino la moneta è diventata virtuale tutto ciò può sembrare folcloristico; eppure ha permesso alle donne di salvaguardare la loro indipendenza economica e di integrarsi nell'economia di mercato

Scrittori di culto

Fluctuat.net rende omaggio a venti scrittori di culto, con una galleria di disegni e la segnalazione di almeno uno dei loro capolavori.

Logicamente la selezione è puramente soggettiva. Voi chi aggiungereste?

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