Sopravvivere alla crisi

Patrick Michael O'Leary.  Matchmaker.com Found...Image via Wikipedia

Pochi giorni fa, Assintel ha rilasciato il nuovo rapporto sul mercato IT in Italia. I risultati sono profondamente negativi. Il presidente dell'associazione, Giorgio Rapari, non ha mancato di sottolineare come il fatturato sia solo la prima e più illustre vittima della crisi, ma che più importanti - perché gli effetti si faranno sentire sul lungo periodo - saranno la depauperizzazione delle risorse e la ridotta capacità di innovare (dovuti a licenziamenti e tagli).

In questi giorni sto leggendo "Chaotics", il nuovo libro di Kotler e Caslione. Non ho potuto quindi fare a meno di notare la profonda consonanza delle prime pagine del secondo capitolo con le preoccupazioni di Rapari. Cito di seguito alcuni passaggi, che ri-titolo:

Mancanza di previsione e panico
Troppe volte capita che i leader aziendali gestiscano le difficoltà incombenti con un eccesso di fiducia, rifiutandosi sovente di ammettere che il settore nel suo complesso o la loro azienda in particolare stanno affrontando un pericolo reale. Ma quando la contrazione è ormai un dato di fatto, effettuano tagli indiscriminati: riducono tutto, dagli investimenti per il marketing e la ricerca e sviluppo al personale. Poi, quando ricompaiono segni di ripresa, aprono i cordoni della borsa per dimostrare la loro forza e risollevare il morale. Anche se questi approcci sembrano ragionevoli sul momento, possono finire per danneggiare posizioni competitive e la performance finanziaria. Nell'era della turbolenza questi danni possono essere irreparabili.

Occasioni
Mentre la maggior parte dei manager tremano al pensiero di una recessione, Michael O'Leary, CEO di Ryanair, la principale compagnia aerea low cost europea, la accoglie a braccia aperte. "A noi la recessione piace", ha affermato in un'intervista del novembre 2008, proprio quando il suo settore era in caduta libera. "Per noi, la cosa migliore che può accadere quest'inverno è una bella e profonda recessione".

Cambi al vertice
Secondo la società di consulenza aziendale McKinsey & Company, durante la recessione del 2000-2001 quasi il 40% delle principali imprese industriali statunitensi è stato scalzato dal primo quartile dei loro settori; un terzo delle banche più importanti della nazione ha conosciuto lo stesso destino. Ma nel contempo, in questo stesso periodo, il 15% delle aziende che prima della recessione non era leader di settore è riuscito a conquistare questa posizione

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