Secondo Assintel, la forte flessione della spesa IT è da ricondurre,
oltre che agli effetti della congiuntura negativa, anche a ragioni di natura endogena che impattano il sistema della domanda e dell’offerta, quali il downpricing di prodotti e la riduzione strutturale delle tariffe di molti servizi.La forte contrazione del mercato, spiega Giorgio Rapari, presidente, è particolarmente grave non solo per il calo di fatturato, ma anche e soprattutto "per il depauperamento degli organici e per la propensione innovativa nelle imprese fornitrici, che rischia di costituire una grossa penalità una volta avvistata l'uscita dal tunnel".
A questi si aggiungono la generale rinegoziazione dei contratti in essere in funzione del maggiore controllo dei budget IT da parte di tutte le aziende. Unica controtendenza gli interventi di consolidamento e virtualizzazione, sia pure accompagnati dalla rinegoziazione dei contratti. Per le medie e le piccole imprese si tratta più pragmaticamente di tagliare investimenti non più consentiti dal flusso di cassa.
Di seguito alcuni approfondimenti:
- la contrazione del 4,5% del mercato IT italiano è in linea con la media UE, ma superiore rispetto a quanto rilevato a livello mondiale (-3%), "con differenze significative fra le economia Nord Americane, a crescita zero, e i colossi cinese e indiano, in frenata ma ancora positivi (rispettivamente, +6,9% e + 5,7%)
- la fetta più grande del mercato IT è costituita dai servizi, che subiscono tuttavia la contrazione più pesante. Nel 2009, il loro valore dovrebbe attestarsi intorno 9,4 miliardi di euro, il 6,3% in meno rispetto allo scorso anno.
- in brusca frenata anche l'hardware che, con 4,2 milairdi di euro, subisce una contrazione del 5,2%.
- positivo il saldo del software, il cui fatturato alla fine del 2009 dovrebbe ammontare a 4,2 miliardi. La crescita dello 0,6% è sicuramente contenuta rispetto a quella del 3,8% del 2008 e del 3,4% del 2007. Tuttavia conferma il segmento come elemento fondamentale nell'innovazione e nell'intelligenza di processo. Al risultato positivo hanno contribuito la crescita del software di infrastruttura (+4%) e la tenuta del software applicativo (-0,4%), che hanno compensato la contrazione di quello di sistema (-3,2%)
- il settore consumer vale il 6% dell'intera spesa IT. Benché il comparto avverta in presa diretta le difficoltà dell'economia e il peso dell'inflazione, è altrettanto vero che il consumatore italiano mantiene una buona proponensione all'acquisto. Rispetto al 2008 il saldo è quindi positivo (+1,6%)
- il 44,3% di 500 manager intervistati indica come priorità principale l’ottimizzazione dei costi. Il numero di coloro che fornisce tale risposta è in netta contrazione rispetto al 75,2% del 2008 e al 67,7% del 2007. Per Assintel ciò è un segnale della consapevolezza che "la strategia di taglio dei costi non è replicabile" e che la crescita deve necessariamente passare per l’innovazione; "una volta ottimizzati i costi di gestione, anche attraverso i tagli, la strada da percorrere diventa quella della ristrutturazione/riorganizzazione (15,6%), della reingegnerizzazione dei processi e dell’organizzazione (13,8%) e dell’espansione sul mercato attuale (12,1%).
- tuttavia, il 48% dei CIO dichiara che nei prossimi 12 mesi la spesa destinata all'IT si manterrà stabile e il 36,4% che sarà ulteriormente ridotta.
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