29/ott/2011

Randagi

Ho terminato di leggere "Randagi" di Toni Zamengo. Si tratta su romanzo interessante, sia per la genesi, sia per i contenuti e lo stile.

Scritto tra il 1959 e il 1961, il libro - al tempo "Cani randagi" - viene stampato dalla tipografia Amicucci nel 1966. Sulla copertina l'autore compare con lo pseudonimo "Ta Nek". Come casa editrice figura il fantomatico "Editore Nessuno". Il volume viene venduto porta a porta assieme ad altre due opere, di racconti ("Discorsi radagi" e poesie ("Poema randagio"). Nell'86 viene fatta una ristampa del romanzo e nel 2009 la stesura definitiva con Marsilio.

Il racconto procede per episodi che intrecciano le vite di cinque personaggi, cinque amici, accomunati dal fatto di vivere un'ambiente, quello della campagna veneta nei pressi di Padova, su cui si fa sentire il cambiamento sociale ed economico dei primi anni sessanta: le tradizioni cominciano ad affievolirsi, la televisione entra nei bar e nelle case, e i giovani cominciano a fare sentire il loro peso come classe sociale.

Queste tensioni si scaricano sui cinque protagonisti e li plasmano. Pur nella loro diversità caratteriale, essi sono accomunati da alcuni tratti: sono istruiti (anche se non appartengono al ceto intellettuale/ impiegatizio di alto livello perché non hanno terminato gli studi), sono riflessivi e consapevoli (in un mondo contadino che guarda ancora alle tradizioni), rifiutano di chiuderai nelle aspettative che circondano la loro età (cercano qualcosa che non sanno e questa ricerca si esprime un un continuo movimento a corto raggio). Sono a metà strada tra un mondo vecchio e uno che ancora non c'è, di cui loro sono in fondo un indizio. Sono randagi appunto rispetto alla comunità che ha cercato di allevarli.

Lo stile è un misto di italiano e dialetto. Con un andamento che ricorda molto il diario o il resoconto di un amico a un altro amico e la sensazione del lettore di essere in qualche modo un confidente.

Una bella lettura. Sul disagio di trovarsi adulti nel mezzo di un cambiamento. Un tema di perenne attualità.

16/ott/2011

Seguendo... "tracce creative"

Con un po' di ritardo (i primi sono ormai andati) segnalo la serie di incontri che va sotto il nome di "Tracce Creative". In tutto otto appuntamenti per discutere di industria culturale confrontandosi direttamente con gli artefici e i protagonisti dei prodotti di successo degli ultimi anni. A dare forma e promuovere l'iniziativa sono stati l'Osservatorio dell'Università Cattolica di Milano e TBWA Italia.

Io mi sono segnato in agenda gli appuntamenti del 22 e del 30 novembre dedicati a musica e fiction.

Il calendario degli incontri si trova qui: http://www.traccecreative.it/

09/nov/2010

Il ruolo dei social media nel rapporto azienda-consumatore e la loro misurazione

L'11 novembre si tiene al Palazzo delle Stelline di Milano "On-line Research Event: L'evoluzione continua", la giornata organizzata da Assirm e Esomar per fare il punto sull'e-Research (programma completo).

Partecipa anche Nielsen, con un intervento (programmato per il primissimo pomeriggio) dedicato all'analisi delle conversazione in rete. Il titolo?: "Il ruolo dei social media nel rapporto azienda-consumatore e la loro misurazione"...

Vi aspetto...

Aggiornamento del 1 dicembre 2010
Potete scaricare la presentazione da qui

17/ott/2010

Successo = qualità + freemium + pazienza

Riporto qui alcuni passaggi di un articolo interessante di Ron Miller, che su InternetEvolution.com ha riassunto il discorso tenuto da Aaron Levie, CEO di Box.net, al recente "Web 2.0 Expo" di New York. L'argomento è il freemium (il vecchio shareware del software), la modalità di commercializzazione dei servizi che sta avendo successo in Internet.

Nel suo discorso Levie sottolinea un punto importante: la bontà di questa formula nell'ambiente digitale non dipende semplicemente dalla sua struttura ma dal suo stretto legame con due elementi, la qualità percepita del servizio e la volontà/possibilità da parte dell'imprenditore di accettare ritorni non immediati.

Il fatto che le funzioni base del servizio siano accessibili gratuitamente consente agli utenti di valutarne le caratteristiche e quindi il valore. Qui però sta il punto più delicato. Per fidelizzare gli utenti e spingerli a sottoscrivere funzioni avanzate, il servizio deve sapersi distinguere dall'offerta esistente. In questo senso il freemium può rilevarsi un'arma a doppio taglio e accelerare il processo di selezione naturale i cui principali attori sono gli utenti stessi (grazie al passaparola).

Ecco quindi i passaggi fondamentali:

"If you want scale, you need low friction. Happy customers will pay you. If we continued to offer value, [we figured] some percentage [of customers] would be paying," Of course, Levie added, in order for freemium to work, you have to have a good product in the first place.

By giving away storage and sharing services, Box.net was able to get inside organizations it might not otherwise have been able to penetrate. Freemium, it seems, is the Trojan Horse of business. You sneak inside an organization with freebies, then use your presence as a way to leverage sales of the pay version of your product. [...]

While freemium has worked for many companies -- Box.net boasts 4 million users now, so Levie got that scale he was looking for -- Levie says it's an approach that takes lots of patience. Companies using this approach must be willing to delay gratification and understand that some users will never pay, no matter what.

Un'ultima nota Trovo assolutamente apprezzabile che Levie, pur ricordando le opportunità offerte dalla rete, sottolinei le difficoltà che avviare un business in questo ambito comporti. Niente facili entusiasmi quindi, ma tanta buona volontà

Per maggiori dettagli: http://www.internetevolution.com

09/ott/2010

Lucertola d'autunno

Chi di tanto in tanto butta un occhio a questo blog sa che mi piace riportare citazioni e scrivere di libri. Questa volta segnalo l'intervista a un'autrice esordiente, compagna di lavoro da ormai diversi anni, Fiamma Petrovich. Dallo scambio di battute dell'articolo, "Lucertola d'autunno" (questo il titolo) sembra promettente. Ma vi dirò di più dopo averlo letto...

Intanto, ecco l'intervista su www.fragmenta.it

09/ago/2010

Graffiti

DesignCrave.com ha pubblicato una splendida gallery di diciotto graffiti, uno più bello dell'altro: http://designcrave.com/2010-08-03/18-incredible-examples-of-graffiti-art/

19/lug/2010

eBook: apre BookRepublic

Anche l'Italia comincia ad avere un'offerta consistente di eBook, fino a poco tempo fa limitata a pochi editori, come Apogeo e Il Mulino. A questi, negli ultimi mesi, si sono aggiunti IBS e, dal 15 luglio, BookRepublic (bookrepublic.it).

BookRepublic, di proprietà di DigiPub, raggruppa una ventina di editori indipendenti, tra cui spiccano Il Saggiatore, Raffaello Cortina e Terre di Mezzo. Il sito è chiaro e semplice da usare. Soprattutto l'acquisto è rapido e sicuro. Il pagamento, infatti, viene effettuato tramite PayPal. Il "libro" scaricato (in formato ePub) contiene un watermark: non vi sono limitazioni d'utilizzo, ma i dati dell'acquirente vengono stampati nel file e resi visibili nelle prime pagine dell'eBook. Lo dico a ragion veduta, visto che ho regalato al mio Cybook Opus "Il cigno nero" di N. Taleb Nassim.

Stando a quanto riporta "Corriere Economia" di oggi, BookRepubblic conta oggi 500 titoli, destinati a raddoppiare entro la fine di settebre, quando dovrebbero diventare attivi anche Edigita (che fa riferimento a Feltrinelli, RCS Libri, Messaggerie Italiane e Gems)