Alla fine anch'io ho visto
Avatar. Purtroppo non in 3D, elemento che è stato ampiamente sottolineato come punto di forza del film. Quindi nulla posso dire su questo.
Alcune riflessioni sui contenuti mi sembrano invece interessanti. E' improprio affermare, come hanno fatto alcuni riprendendo le indiscrezioni che hanno preceduto l'uscita della pellicola, che
Avatar sia qualcosa di completamente originale. Vedendo il film ci si rende conto che si tratta piuttosto della articolata trasposizione di una storia vera (il genocidio degli Indiani d'America), supportata dal meccanismo narrativo dell'indigenizzazione del protagonista (l'eroe, ri-educato dai nemici che deve combattere, scopre di appartenere ormai al loro mondo). In questo senso,
Avatar è solo l'ultimo di una serie di pellicole sul tema (infondo appena prima di Cameron c'è Disney - come suggeriscono i montaggi che girano su
YouTube).
Del resto quello della trasposizione di plot narrativi nel tempo e dell'adattamento degli ambienti è un meccanismo collaudato. Anche "Guerre Stellari" riprende elementi delle saghe e dei romanzi medievali/cavallereschi (pur non offrendo collegamenti immediatamente riconoscibili, almeno che io sappia).
Detto questo penso che
Avatar abbia diversi punti di forza. Prima di tutto non è una rilettura (edulcorata o cruda) del passato, ma una visione del futuro venata di pessimismo (lieto fine da favola a parte). Nonostante i nostri libri e i nostri film condannino i massacri del passato, l'attuale struttura socio-economica e i flussi che la sorreggono non possono che portare - almeno seguendo il racconto di Cameron - al ripetersi di simili eventi. Ciò che porta gli uomini su Pandora è l'estrazione di un preziosi minerale (sfruttamento) e l'azione militare è necessaria per non spiacere ai finanziatori della missione e agli azionisti (sterminio).
In secondo luogo, l'ambientazione della storia fa sì che non venga più proposto uno scontro tra popolazioni locali e straniere (tra uomini), ma tra uomini e alieni dove, per i meccanismi di identificazione in essere, gli alieni sono gli uomini (invasori di un altro mondo) e gli uomini sono i Na'vi (abitanti di un altro pianeta). Chiarendo, formalmente apparteniamo alla categoria dei cattivi (gli uomini della missione spaziale, alieni rispetto alla popolazione d'origine), spiritualmente a quella dei buoni (alieni rispetto a noi che tuttavia si muovono secondo un codice di valori che ci attenderemmo da "persone "ragionevoli e civili). Non che il paradosso di una doppia identificazione non sia presente in altri film. Ma qui mi sembra che emerga rafforzato.
Infine, Cameron accentra una serie di temi a lungo dibattuti e/o di attualità (i rapporti uomo-natura ed etica-scienza, lo sviluppo tecnologico e l'impiego delle tecnologie, la conquista dello spazio per motivi vitali e/o economici). Questi temi sono amplificati/rilanciati dal successo (promozionale e di botteghino) del film. Non è un caso se comunicati stampa/articoli dedicati ad alcuni tipi di tecnologie lo citano apertamente (in modo piacione). Al di là quindi della sua "qualità", penso che
Avatar sia destinato a sopravvivere nella memoria come nodo che riassume una serie di temi su cui si scaricano tensioni e attese della nostra società. Resterà cioè, un film simbolo di un particolare momento storico (non so se di culto).
PS.
Sarà ma al 3D io prefirisco ancora i film "tradizionali". Incomincio a invecchiare?